Hyperion e altri mondi

Si arriva in ritardo, e con ancora il fiatone, a darvi il bentornato su queste pagine dopo oltre un mese di silenzio. Vacanze, certo, ma anche molto lavoro dietro le quinte di cui si iniziano a vedere i frutti. Di seguito, in ordine sparso, quello che vi dovreste aspettare nelle prossime settimane o mesi.

Partiamo da una settimana fa e dalla traduzione del racconto di Clark Ashton Smith, La doppia ombra. Non è stato un evento casuale, qualcosa fatto per passare il tempo, le traduzioni sono qui per rimanere. Una volta al mese circa arriverà la traduzione di un racconto scritto da un grande autore del passato. Una sorta di amarcord se volete, un piccolo viaggio tra i grandi del genere tra la seconda metà del 1800 e l’inizio del 1900. Esistono migliaia di racconti ormai liberi da qualsiasi forma di copyright, molti scritti da grandi autori e per la maggior parte sconosciuti al grande pubblico. L’idea è di creare una rubrica mensile, un modo per passare (o prolungare) qualche pausa caffè in modo alternativo.

Chi di voi è presente sui social network avrà notato un mio articolo comparso qualche giorno fa su Signora dei Filtri (lo trovate qui). Era fine giugno quando proposi l’argomento a Patrizia, le dissi qualcosa tipo: “Nell’ultimo anno ho letto una saga di fantascienza, si chiama I canti di Hyperion. L’autore modella un universo dell’anno tremila intorno al pensiero poetico e filosofico di John Keats. Mi piacerebbe scriverne, se pensi che sia interessante potrebbe essere il mio prossimo articolo per Signora dei Filtri.” La risposta fu un semplice quanto incoraggiante “Magnifico!”. L’accordo era di prepararlo per settembre, ma quello che era nato come un articolo si è trasformato in una gigantesca Hydra con decine di teste, tanto da obbligarmi a fare scelte sui contenuti e a dividerlo in due parti, fallendo comunque nel tentativo di rispettare gli standard di lunghezza. Del resto, un risultato del genere era inevitabile: prendete uno dei più grandi poeti della storia dell’umanità, unite una saga di fantascienza che occupa mezza Via Lattea sviluppandosi su circa quattro secoli, aggiungete viaggi nel tempo e debiti temporali creati dai viaggi interstellari e avrete una certa difficoltà a far entrare tutto in un solo articolo. E poi, persone molto più preparate di me hanno usato un numero esagerato di parole per parlare de I canti di Hyperion, non potevo esimermi dal fare lo stesso per dire quello che, alla fine, vogliono dirvi tutti di questa saga: leggetela e sarete persone infinitamente migliori. Perché poi è tutto qui. Davvero.

In questo mese di settembre ho iniziato una collaborazione con una rivista di fantascienza, per cui qualche mio articolo inizierà a comparire anche su quelle pagine. È completamente gratuita e non mancherò di segnalarvi le nuove uscite. La prima arriverà fra qualche settimana, se volete sapere di cosa si parla nel mio pezzo, non avete che da guardare (ascoltare) il video qui sotto.

Un’ultima nota: questo blog è nato un anno fa, e in questi mesi sono successe tante cose, alcune soddisfacenti altre meno, alti e bassi suppongo normali per chi, come me, non aveva mai scritto nulla da nessuna parte, alcuni progetti non sono mai partiti, altri sono falliti poco dopo. L’unica costante è stata la crescita continua dei lettori, e quindi un grazie va anche a te che mi stai leggendo. Arriveranno altre idee e progetti, alcuni sapranno combattere con gli altri impegni e strappare la loro quota di tempo, altri falliranno dopo la partenza, altri non partiranno proprio, e come sempre il caso e le opportunità avranno la loro parte. L’unica sicurezza è che il divertimento è appena cominciato, e spero di divertirmi su queste pagine ancora a lungo.

I comment sono chiusi.

Designed by arosedesign