Intervista e Recensione: Un altro mondo di Jo Walton

…non esistono affatto le Valleys galles, non c’è carbone sotto di esse e non ci sono autobus rossi che fanno la spola avanti e indietro sulle colline; non c’è mai stato un anno 1979, non sono mai esistiti i quindici anni, né un pianeta Terra. Le fate però, quelle sono reali.

Un altro mondo è il diario più o meno quotidiano di Morwenna, o più semplicemente Mori, una ragazza gallese di quindici anni. Un racconto parzialmente autobiografico con una trama minima ma non per questo banale. Non banale perché è un romanzo di formazione in senso classico, ma racconta gli eventi successivi alla storia. Non banale perché corre l’anno 1979 ma moltissimi adolescenti di oggi si sono riconosciuti nella protagonista. Non banale perché è un libro che parla di libri.

Alcune delle esperienze narrate sono reali per l’autrice, a cominciare dai paesaggi del Galles da cui tutto ha inizio. Storia di una terra in cui le miniere si sono esaurite ma le famiglie che si erano trasferite per lavorarvi sono rimaste, abitanti di un paesaggio costellato da rovine post industriali in cui Morwenna e la sua gemella Morgana si ritrovano a giocare, a cui le sorelle danno nomi di luoghi magici della Terra di Mezzo di Tolkien, le stesse rovine in cui l’autrice giocava durante la sua infanzia senza conoscerne la storia. Villaggi formati da famiglie allargate, in cui tutti conoscono tutti, in cui due bambine gravate da una madre strega e pazza vengono allevate dai nonni e consigliate e guidate dalle fate. Saranno proprio queste a chiedere loro di fermare il piano della madre, intenzionata a mettere sotto il proprio controllo tutto il mondo magico e attingere da questo potere per farsi strada nella società. Non è in pericolo solo la libertà delle fate, ma anche delle persone comuni, per questo motivo le due sorelle accettano di agire. Durante la lotta si verifica un incidente, Morgana rimarrà uccisa, Morwenna sarà costretta a camminare per sempre con un bastone. Da qui il bisogno di fuggire, di trovare quel padre che non ha mai conosciuto, disposta a tutto pur di non vedere ogni giorno quei luoghi. Grazie alle sorelle del padre – molto poco simpatiche e molto magiche – Mori finisce per frequentare una scuola femminile in Inghilterra, la Arlinghurst, dove viene isolata, diventa vittima di bullismo a causa del suo accento e dei suoi problemi fisici. Da questo punto parte il diario, nel quale Mori paragona la sua vita a Percorrendo la Contea, la parte finale del Signore degli Anelli in cui gli Hobbit tornano a casa dopo la fine della guerra e si trovano nuovamente a combattere per liberarsi della presenza dello stregone Saruman. Mori si ritrova costretta a…

…capire come continuare a vivere un’esistenza di cui nessuno racconta dopo l’ultima, gloriosa battaglia. Ho salvato il mondo, o almeno penso, e guarda guarda! Il mondo è ancora qui […] e non gli importa di me, come alla Contea non importava di Frodo.

Questa è anche la chiave di lettura del titolo, Un altro mondo, o Among Others in originale, perché questa è la vita di Mori: lei viene da un altro mondo, o se preferite vive in mezzo ad altri, persone con le quali non ha nulla in comune. In un intervista rilasciata lo scorso Febbraio e disponibile sul suo sito personale dell’autrice, Jo Walton, ha detto: «Sapete quando vi dicono “Scrivi ciò che sai”? Beh, quello che tutti conosciamo è avere tredici anni ed essere circondati da alieni.» Quando ho contattato l’autrice si è detta disponibile a rispondere ad alcune domande, ho provato quindi a coinvolgerla su questo aspetto della vita adolescenziale, ma lei ha deciso di glissare limitandosi a dire: 

SV: In un intervista lo scorso Febbraio lei ha detto: “la cosa che tutti conosciamo è avere tredici anni e essere circondati da alieni”. Crede si possa dire che questa affermazione è ancora vera per i teenager di oggi, negli ultimi 35 anni nulla è cambiato?

JW: Si, credo sia l’esperienza di molti teenager ancora oggi.

La magia è la fonte dei problemi di Mori, il motivo per cui è sola: ha combattuto contro sua madre e la sua gemella è morta nello scontro, eventi che non sarebbero mai accaduti senza questo legame con il mondo magico. Inoltre, inizia ad avere problemi nel suo rapporto con le fate, inizia a dubitare dei loro consigli, delle loro richieste. È in una scuola dove nessuno la accetta a causa di quello scontro; è costretta a usare di nuovo la magia e nel farlo crede di cambiare il destino di molte persone desiderando un gruppo di amici, aumentando i suoi dubbi e portandola a ridiscutere l’etica di questo potere. Eppure, di nuovo parole dell’autrice, questo è un romanzo in cui si “diventa grandi leggendo fantascienza”. La fantascienza è la grande passione di Mori, divora decine di libri, li troverete tutti elencati, compresi di commenti costruiti tanto bene da sembrare vere e proprie recensioni in poche righe. Non è necessario essere lettori di fantascienza per comprendere questo racconto, l’elemento importante è il valore di questi libri nella vita di Mori, l’osservare come questi libri provochino reazioni in lei, la costringano a pensare e a porsi interrogativi profondi ai quali non è semplice trovare risposte. In ogni caso, un legame tra magia, fate e fantascienza è quantomeno insolito. La domanda è quindi:

SV: Libri e magia sono parte della sua vita ma esiste un legame tra loro?

JW: C’è sicuramente un legame, ma non il tipo di legame che ci si potrebbe aspettare. Mori ha dei problemi – problemi legati alla magia e alle fate e al crescere e all’affrontare il mondo di tutti i giorni. Ha anche degli strumenti per affrontare questi problemi – i libri.

A sottolineare l’importanza di questo strumento Mori, nel suo desiderio di trovare amici, usa il termine karass, coniato da Kurt Vonnegut Jr. nel romanzo Ghiaccio Nove (Cat’s Cradle in originale) per indicare un gruppo di persone che, per quanto ancora sconosciute l’un l’altro, sono in qualche modo collegate per compiere la volontà di Dio. Per la ragazza il gruppo di persone si among othersrivela essere un club del libro, al quale viene invitata e a cui partecipa entusiasta perché durante gli incontri i membri discutono titoli e scrittori di fantascienza. La vicenda è ambientata nel 1979, la situazione in cui Mori si viene a trovare è quindi comune a tanti altri lettori di quegli anni, appassionati di un genere letterario in forte espansione ma con contatti molto scarsi a causa della distanza e dei mezzi di comunicazione lenti. Ovviamente oggi non sarebbe stato necessario usare la magia, internet è lo strumento più semplice per trovare gruppi di persone che condividono i propri interessi ed esistono moltissimi club del libro online dove si può partecipare a discussioni tematiche e letture collettive. Il legame tra internet e adolescenza è tanto bistrattato, a ragione o a torto non sta a me dirlo, ma visti i contenuti volevo conoscere il parere dell’autrice.

SV: Considerato l’impatto di internet sull’educazione, credi che possa essere un vantaggio – almeno in questa situazione?

JW: Credo che internet sia meraviglioso, e per merito suo pochissime persone rimangono isolate, o isolate nel modo in cui Mori è isolata. È una delle ragioni per cui il libro è ambientato in quell’anno. Internet cambia le carte in tavola. Mori usa la magia per ottenere persone con cui parlare. Internet dà persone con cui parlare, persone con interessi simili alle proprie. Le persone non sono più limitate a scegliere i propri amici da un ristretto gruppo di persone che vivono a poca distanza da loro. Credo sia la cosa migliore che sia stata creata per la civiltà e la felicità umana dopo il Rinascimento.

Ultimo tema ma non meno importante: le biblioteche. Mori compra una parte dei libri, ma la maggior parte viene dai prestiti bibliotecari, il club del libro è interno alla biblioteca del villaggio in cui si trova la scuola, i suoi primi amici lontana dal Galles sono bibliotecari, più e più volte nel corso del racconto, in ogni momento di preghiera in cui Mori viene coinvolta, ringrazia per l’esistenza delle biblioteche e dei prestiti interbibliotecari. Considerata la natura autobiografica e vista l’importanza data ai ringraziamenti ho dedotto che fosse un altro degli elementi reali tanto per Mori quanto per l’autrice. Quello delle biblioteche è un tema particolare: un tempo erano la base della diffusione della lettura, oggi sono in decadenza nonostante siano state luogo di formazione per un numero infinito di scrittori, da Jorge Luis Borges a Ray Bradbury a Neil Gaiman, solo per fare qualche nome. Lo scorso 14 Ottobre proprio Neil Gaiman ha dato un discorso alla Reading Agency a Londra (tradotto da me qui) in cui sosteneva che il nostro futuro dipende dalle biblioteche pubbliche e non ho potuto fare a meno di pensarci mentre leggevo questa storia. Chiedere il parere dell’autrice è stato questione di un attimo: 

SV: Oggi il ruolo delle biblioteche pubbliche si è molto ridotto rispetto ad alcuni anni fa, un tema discusso anche da Neil Gaiman lo scorso 14 Ottobre alla Reading Agency. Cosa pensa di questo problema?

JW: Sono assolutamente d’accordo con Neil Gaiman su questo. Finanziate le biblioteche pubbliche – tutti ne trarranno benefici. I tagli alle biblioteche nel Regno Unito e Stati Uniti sono agghiaccianti.

La risposta è stata di nuovo minima ma non per questo poco significativa. Il tema richiederebbe approfondimenti troppo lunghi per questo articolo, specialmente in relazione alla situazione delle biblioteche pubbliche italiane e della diffusione della lettura in Italia, ma mi prometto di parlarne nelle prossime settimane.

Giudizio:

Un altro mondo è un romanzo di formazione ma contrariamente a tanti altri racconti fantasy non parla di un mondo strano e terribile e meraviglioso, non esiste un grande nemico da sconfiggere. Esiste una realtà uguale alla realtà di tante altre persone, da affrontare a viso aperto, con le armi della fantascienza, dell’intelligenza e della volontà di vivere e superare il passato. E la magia di questa storia è davvero tutta qui. Leggetelo perché è semplicemente un libro fantastico.

 

Vincitore del Nebula Award 2011 come Miglior Romanzo

Vincitore dell’Hugo Award 2011 come Miglior Romanzo

Vincitore del British Fantasy Award 2012 come Miglior Romanzo

Finalista al World Fantasy Award 2012

Titolo: Un altro mondo

Editore: Gargoyle

Titolo originale: Among Others

Autore: Jo Walton

Traduttore: Benedetta Tavani

Pagine: 334

EAN: 978-88-98172-17-7

Costo: 18€

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