Recensione: Drakenfeld di Mark C. Newton

I Regni di Vispasia hanno convissuto in pace per oltre due secoli, eppure la corruzione, la depravazione e il crimine sono prosperati nonostante la legge imposta dalla Camera del Sole.

Un suo ufficiale, Lucan Drakenfeld, viene richiamato nella città natale, l’antica Tryum, per occuparsi della risoluzione di un caso che appare subito complesso. La sorella del re è stata brutalmente assassinata, con il corpo ricoperto di lividi e sangue, in un tempio chiuso dall’interno. Tra voci che ipotizzano l’operato di spiriti oscuri e ipotesi più concrete che si tratti di un assassinio politico, Drakenfeld si impegna per separare gli indizi dalla superstizione. Impegnato nel caso più importante della sua carriera, porterà alla luce un complotto di potere che rischia di trascinare nel caos l’intero continente. Il destino dei Regni di Vispasia dipende da lui, ma la sua determinazione lo ha già reso il prossimo bersaglio…

Commento:

Vispasia è una confederazione di nazioni, ognuna governata da una monarchia. La Camera del Sole, negli oltre due secoli che hanno seguito la caduta dell’antico impero, si è preoccupata di mantenere una pace duratura. Il ruolo dei suoi agenti, sparsi in tutto il territorio è quello di far rispettare le leggi e proteggere gli innocenti, mentre i gradi più alti operano come mediatori e consulenti per i sovrani e i loro governi.

Lucan Drakenfeld è uno di questi agenti. Alla morte del padre, a sua volta membro della Camera, viene richiamato a Tryum, sua città natale, per prenderne il posto. Con sentimenti contrastanti, Lucan torna nella sua vecchia casa con Leana, una donna Atrawen di grande aiuto nelle indagini e ancora di più quando è necessaria l’abilità di un guerriero. Durante un’indagine alcune persone possono non apprezzare le scoperte di un bravo investigatore e in questo caso le molte abilità di Leana sono fondamentali per risolvere il caso e salvare la pelle.

Pochi giorni dopo il suo arrivo in città, Lucan viene chiamato per risolvere un caso di omicidio. La vittima è Lacanta, sorella di re Licintius, trovata morta nel tempio di Trymus posto all’interno della residenza reale di Optryx. L’omicidio è avvenuto la sera in cui si celebrava il vittorioso ritorno del generale Maxant dalla sua campagna nel nord. Proprio il generale doveva essere il primo a entrare nel tempio, allo scoccare della mezzanotte. La porta del tempio, una saletta priva di finestre e con un solo ingresso, era bloccata. Quando i soldati hanno forzato la porta, il corpo senza vita di Lacanta era steso per terra, in un lago di sangue.

A complicare le indagini si aggiungono alcune centinaia di spettatori davanti alla porta della stanza alla presunta ora del delitto e un discreto numero di testimoni pronti a giurare di aver visto e parlato con la vittima fino a pochi attimi prima della scoperta del cadavere. E se non bastasse, il fratello della vittima è il re, e vuole giustizia rapidamente. La ricerca della vertità porterà Lucan a esplorare ogni angolo di Tryum, inseguendo tracce e sospetti sia nei quartieri più malfamati sia tra i senatori e i ricchi, cercando di farsi strada tra le superstizioni per arrivare a una soluzione logica degli avvenimenti nel tentativo di risolvere un omicidio impossibile.

La storia è raccontata in prima persona da Lucan stesso, con un linguaggio semplice e chiaro ma allo stesso tempo ricco di particolari. Alla narrazione degli eventi si alternano riflessioni personali sui personaggi e sugli avvenimenti nei quali i due protagonisti si imbattono. Queste riflessioni hanno una duplice funzione: da una parte concedono pause necessarie al lettore, dall’altra permettono di presentare al meglio i personaggi secondari e il protagonista. Il lettore si posiziona dentro la testa di Lucan, vede il mondo con i suoi stessi occhi e inizia a riconoscerlo secondo i suoi parametri e schemi mentali, sviluppando un legame empatico con il protagonista, provando i suoi sentimenti, dubbi, paure e ansie. Anche per questo motivo Leana è un personaggio così ben riuscito: tra i due esiste un legame di lunga data, amicizia e rispetto reciproco, un affetto più volte definito come tra fratello e sorella ma chiaramente percepibile durante la narrazione. I due si intendono alla perfezione formando una coppia affiatata degna dei più famosi duo investigativi in letteratura.

Vista attraverso gli occhi del protagonista, la città di Tryum, i suoi quartieri, le strade e i negozi risultano vive e reali. È un elemento fondamentale della narrazione ed è necessario conoscerla a fondo per seguire il caso. Lucan è rimasto lontano da Tryum per circa dieci anni a causa degli incarichi affidatigli dalla Camera, quando vi ritorna non riconosce più la città in cui è cresciuto, molto cambiata durante la sua assenza. Mentre il ragazzo scopre le differenze rispetto al passato, il lettore scopre i luoghi dell’indagine, riconosce le divisioni tra le varie classi e le mille operazioni illegali che le uniscono in contraddizione con lo snobismo apparente dei nobili verso i ceti meno abbienti. Tryum è un luogo corrotto e con profonde divisioni sociali, economiche e politiche, e tutte queste vengono esplorate durante l’indagine, mostrando una realtà sull’orlo di una crisi e impegnata in una lotta sotterranea, ma non per questo meno violenta, tra diverse fazioni politiche.

Conclusione:

Drakenfeld è straordinario per diverse ragioni tra cui la più ovvia è la commistione di tre diversi generi. La creazione di mondi secondari rappresenta un punto di incontro tra il fantastico e il romanzo storico. In questo caso, poi, il sovrannaturale è pressoché inesistente e tutto viene risolto attraverso logica, spade e soldati. Di fatto, l’unica ragione per cui il romanzo appartiene al fantastico è che Vispasia non esiste né è mai esistita. A questo si aggiunge il mistero dell’omicidio, classico enigma della narrativa di investigazione. Fondere tre generi in un solo romanzo, costruire un mondo storicamente credibile e coerente nei suoi vari elementi mantenendo una tensione costante per oltre quattrocento pagine è impresa complicata. Il worldbuilding è di primissimo livello, la città sembra viva, se ne percepiscono i rumori, gli odori, si ha l’illusione di osservarne i palazzi e di parlare con i suoi abitanti. I personaggi non sono mai banali, né troppo eroici né viceversa, hanno caratteri e personalità proprie e le rispettano fino alla fine, senza uscire dal loro ruolo e, nel caso del protagonista, senza smettere di porsi domande sul loro operato e ciò che li circonda.

Mark C. Newton è cresciuto parecchio dal suo esordio con Le notti di Villjamur, saga che ha avuto un timido successo all’estero e quasi nullo in Italia. In questo romanzo supera le barriere del genere, con un libro apprezzabile non solo dagli amanti del genere ma da ogni lettore interessato a un thriller insolito e movimentato.

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