Recensione: L’ultima ragione dei re di Joe Abercrombie

 

Titolo: L’ultima ragione dei re

Autore: Joe Abercrombie

Editore: Gargoyle

Pagine: 811

NB: L’ultima ragione dei re è il terzo episodio di una trilogia, quanto segue contiene spoiler dei primi due volumi. Se non conoscete i primi, vi suggerisco di leggere prima questo articolo.

Trama:

Bethod è stato ricacciato fuori dai confini di Angland, ma la guerra continua e al sicuro nel suo territorio, il re del Nord raccoglie le sue forze pronto a colpire. La diplomazia non è mai stata una via percorribile in questo scontro. Per fortuna l’Unione può contare sulla salute del Comandante Burr e l’intelligenza dei suoi Generali, Poulder e Kroy. Il Nord dà anche il bentornato a Logen Novedita, di ritorno da un lungo viaggio ai confini del mondo. Lo aspetta un gruppo di alleati che lo vorrebbe morto, un nemico terribile e meno amici di quanti ne possa contare con una mano, anche se manca un dito.

Jezal, con Bayaz e Ferro, fa il suo ritorno nella capitale, ma trova la città paralizzata dai cambiamenti in corso dentro e fuori i confini. Proprio Jezal, cresciuto e responsabilizzato dall’esperienza di viaggio, si troverà al centro degli eventi. Eppure il ragazzo ha imparato quanto dolorosa può essere la via verso la gloria e ha deciso di rinunciarvi. Oggi il suo unico desiderio è sposare Ardee e passare il resto della sua vita lontano dalle beghe politiche e la vanità dei nobili. Magari ritirarsi in campagna, prendere un pezzetto di terra e vivere tranquillo con lei. Ma come si fa rinunciare alla carriera militare quando ti offrono il posto di Colonnello? Non è certo colpa sua se è riuscito a fare carriera così in fretta. Questa carica si è messa in mezzo all’improvviso senza che lui possa fare niente per impedirlo.

Dopo la morte dei due prìncipi e con un Re vecchio e prossimo alla morte, la situazione politica interna è divenuta instabile e così rimarrà fino al momento dell’elezione di un nuovo sovrano. Il Superiore Glokta, su ordine di uno dei suoi tanti padroni, passa le giornate tra schiere di nobili e membri del consiglio, contrattando, minacciando, corrompendo per guadagnare voti utili alla causa dell’Inquisizione. L’Unione ha bisogno di un Re capace di affidarsi ai suoi ministri. Ma il titolo potrebbe andare a uno dei nobili, qualcuno più interessato a usare la carica per motivi personali e dimenticare i propri compiti di governo. La situazione è complessa, il ritorno di Bayaz l’impostore la rende imprevedibile, e se uno dei suoi altri padroni avesse dei compiti per lui, Glokta si troverebbe in grossi guai. E se la voce di un’invasione Gurkish dovesse trovare fondamento? Troppi se per uno storpio.

Ma ora Bayaz è tornato in città, neanche la possibilità di un’invasione può rappresentare un problema. Vero, il viaggio si è rivelato fallimentare, ma il Primo dei Magi ha altre armi a sua disposizione, e nemici inaspettati. E poi, l’Unione ha bisogno del suo aiuto in un periodo di crisi e transizione, e lui è pronto a dispensare consigli attingendo alla sua infinita esperienza. Per altruismo, ovviamente. Il Grande Bayaz, Primo dei Magi, è simbolo di saggezza e integrità morale.

Commento:

Difficile commentare questo terzo volume senza cadere in aggettivi banali, quindi provo a spiegarlo così: prendete un eroe e una bomba. Mettete entrambi in una stanza, sistemate il timer a un minuto, chiudete ogni accesso alla stanza e chiedete all’eroe di salvare il mondo. L’ultima ragione dei re sono i trenta secondi finali, i primi venti portano all’esplosione, gli ultimi dieci descrivono le conseguenze. Parole chiave: portano all’esplosione. Se sperate nella bomba disinnescata con un secondo sul cronometro siete fuori strada. L’esplosione è formata da una guerra nel Nord, la minaccia di un’invasione dal Sud, i due maghi più potenti impegnati in una guerra personale, infrangendo tutte le leggi stabilite dai loro maestri, muovendo i loro pezzi su una scacchiera umana.

Se i primi due capitoli sono serviti a costruire la tensione, in queste pagine osserviamo la deflagrazione, con pagine dense di azione, di combattimento, di sangue e insulti. Il lettore viene incalzato, obbligato a correre attraverso scene che lo faranno ridere, arrabbiare, amare e odiare. Ogni personaggio raggiunge l’apice della crescita, diventando un antieroe completo. Le scene di azione sono accurate, rese in maniera cinematografica, con un realismo e una crudezza tipici dello splatter più puro.

Questo ultimo libro conclude una delle trilogie più interessanti degli ultimi anni, per qualità e contenuti. Non è solo la bravura nella caratterizzazione dei personaggi o la resa delle scene d’azione. La storia è coerente con sé stessa e si conclude con lo stesso tipo di cinismo che la guida, riuscendo comunque a sorprendere nel finale. Il titolo dell’intera trilogia, La prima legge, si dimostra un abile gioco di parole: da una parte, la regola dei Magi impone di non entrare mai in contatto con il mondo dei demoni, dall’altra la legge del più forte, unica vera regola seguita dagli abitanti di questo mondo e di cui il mago, figura da sempre esempio di saggezza, è la principale incarnazione. È un racconto duro e violento ma carico di realismo, in rottura con la tradizione del fantasy epico fatto di lotte tra bene e male. Altri scrittori in passato hanno costruito i loro romanzi attorno a figure grigie e ciniche, e tra questi George Martin è il nome più noto, ma Abercrombie rappresenta una delle eccellenze di questo sottogenere, uno scrittore abile, in grado di creare personaggi meravigliosi nella loro complessità e raccontarli con ironia.

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