Recensione: Il mistero dei libri antichi

2027: mentre il mondo è segnato da agitazioni sociali, una tempesta solare colpisce la Terra, spostandone l’asse. L’umanità sprofonda nelle tenebre, i morti non si contano, il vecchio assetto mondiale è azzerato. È l’evento che passerà alla storia come il Grande Disastro. In questo scenario apocalittico, un uomo, Camden Ford, scopre in una foresta dei misteriosi volumi: sono Le cronache di Satraya, antichi libri che racchiudono in sé la saggezza, e che doneranno all’umanità la speranza di rifiorire.

Quarant’anni dopo, il mondo è cambiato. Grazie agli insegnamenti delle Cronache, l’umanità è rinata dalle ceneri. I libri ora hanno un nuovo proprietario: Logan Cutler, che li ha ereditati quando Camden è misteriosamente scomparso. Tuttavia, sommerso dai debiti, è costretto a metterli all’asta, commettendo un terribile errore: nelle mani sbagliate, il potere delle Cronache potrebbe consentire a pochi di dominare il mondo. Logan deve assolutamente rimediare, e con l’aiuto di Valerie Perrot, investigatrice della Federazione Anticrimine Mondiale, si lancia in una disperata ricerca per ritrovare i volumi prima che tutto sia perduto.

Commento:

La trama ruota intorno alle Cronache di Satraya, testo a metà strada tra libro sacro e filosofia. Le entità responsabili della loro diffusione, e forse della loro creazione, sono le stesse che hanno ispirato la moltitudine di religioni e filosofie diffuse in Occidente e in Oriente nel corso di millenni di storia. Come si intuisce già dal prologo, le Cronache rappresentano un nuovo inizio dopo la caduta delle dottrine pre-esistenti, il cui percorso si era esaurito già prima del Grande Disastro che ha rischiato di provocare l’estinzione dell’umanità. Scritte con intenzioni educative, i loro insegnamenti propongono un approccio spirituale e psicologico, in contrapposizione al cinismo a cui era costretta l’umanità in quella situazione disperata. L’accettazione, l’apertura e l’amore sono le basi su cui si fonda la dottrina, la pratica di questi principi lo strumento per raggiungere i propri obiettivi. Ogni capitolo ha come incipit una citazione delle Cronache che in qualche modo ne anticipa il soggetto mentre fornisce un esempio della filosofia su cui la nuova società è fondata.

Questi libri sono anche fonte di grande potere sotto forma di dodici simboli. Chi comprende il loro significato potrà realizzare il potenziale dei volumi, ma solo quattro di questi sono rivelati in modo chiaro dalle scritture, gli altri otto sono stati nascosti dai creatori perché ritenuti troppo pericolosi per essere divulgati senza la certezza che venissero utilizzati con le giuste motivazioni. Per questo motivo, nelle pagine conclusive di ognuno dei tre volumi dell’opera si trovano alcune pagine apparentemente vuote. In realtà, su di esse sono presenti i simboli nascosti, visibili solo dopo aver allenato la propria mente attraverso ore di meditazione. Più alto sarà il livello di concentrazione, più i simboli risulteranno visibili e comprensibili. Il loro significato non è infatti immediato, ma si presenterà a ogni persona quando la meditazione avrà condotto alla saggezza.

Il secondo elemento fondamentale del romanzo è un dipinto, La Creazione di Adamo di Michelangelo. Il protagonista, Logan, è un restauratore e sta lavorando su una copia del famoso affresco che si trovava nella Cappella Sistina a Roma prima della sua distruzione causata da un terremoto. Il proprietario del dipinto, Sebastian, sottolinea come Michelangelo abbia nascosto un messaggio nella composizione del disegno e incoraggia Logan a cercarne il significato. In questo passaggio l’autore fa riferimento a una teoria del neurologo Frank Lynn Meshberger, pubblicata nel 1990 sul Journal of American Medical Association. Secondo il medico americano, esiste una sorprendente somiglianza tra l’anatomia del cervello umano e la rappresentazione della figura di Dio circondato dagli angeli. Seguendo il suggerimento di Sebastian, Logan dovrà riflettere sul dipinto per svelare i suoi significati e, attraverso di essi, arrivare a una soluzione dell’intrigo in cui si si trova coinvolto.

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Il complotto internazionale è infatti di proporzioni mondiali. Alcuni ex membri del primo Consiglio di Satraya, da sempre mossi da interessi personali, sono riusciti a mettere le mani su tre delle quattro copie originali delle Cronache. Questi sono parte di un gruppo chiamato Reges Hominum, dodici famiglie molto ricche, abituate a muovere i fili dell’economia e della politica mondiale dalle ombre dell’anonimato. Prima del Grande Disastro i dodici controllavano le banche, le case farmaceutiche, i mezzi di informazione, le aziende di trasporti. L’incidente prima e la scoperta delle Cronache poi sembravano aver posto una fine al controllo esercitato dal gruppo, fino a quando una delle copie originali dei libri viene trovata da Fendral Hitchlords, appartenente a una delle famiglie fondatrici di Reges Hominum. Il gruppo, oggi guidato dal giovane Simon, figlio di Fendral, mette in atto un piano per eliminare tutti i liberi pensatori, tutte le persone dotate di volontà e libero arbitrio rimaste. Il piano è complesso e vedrà Logan, l’investigatrice Valerie Perrot e pochi altri opporsi al tentativo di Simon e dei suoi alleati.

Avevo sentito parlare di questo titolo già l’anno precedente, nonostante la pubblicazione in lingua inglese fosse prevista per il gennaio 2014. Nonostante i paragoni con Il Codice da Vinci, i commenti erano molto positivi, creando una grande attesa. A gennaio scopro, con un certo stupore, che il romanzo sarebbe arrivato in Italia di lì a pochi mesi e confesso di aver permesso alle mie aspettative di crescere troppo. Sapevo quanto l’autore si sarebbe affidato a filosofie New Age, delle quali non sono un estimatore, per l’avanzamento della trama, ma speravo di poter leggere un buon thriller. La tensione è gestita bene, parte lenta e cresce costante fino al confronto finale, gli strumenti tecnologici e scientifici utilizzati per eseguire il piano sono interessanti, così come l’ambientazione in un mondo in forte ripresa dopo aver sfiorato l’estinzione. Nonostante ciò, alcuni elementi lo rendono un prodotto nel complesso scarso. Il tentativo di ristabilire l’ordine mondiale precedente, tentativo gestito da un gruppo di famiglie ricche, ricorda, negli autori, nei loro interessi economici e nella loro associazione, le teorie del complotto spesso usate per una retorica spicciola e senza reale fondamento, o trame per film di serie B. I due personaggi femminili, Valerie e Andrea, sono mal riusciti e in qualche caso banali, come anche il “colpo di scena” poco prima del finale che le riguarda. Non so se le mie aspettative fossero esagerate o la mia generale repulsione per un certo tipo di esoterismo mi spingano a bocciare Il mistero dei libri antichi più di quanto meriti, ma riflettendo su cosa scrivere per questo articolo, tutti i suoi difetti e le sue debolezze sono apparse ovvie e colossali. Merito all’autore averle coperte con un linguaggio semplice e uno sviluppo veloce che spinge il lettore a girare pagina, ma, a mio parere, non abbastanza per rivalutare un prodotto comunque mediocre.

1 riposte a Recensione: Il mistero dei libri antichi

  1. Fabio 15/11/2016 alle 14:47 #

    Condivido pienamente la recensione, un libro abbastanza banale e sovrastimato. Personaggi piatti e trama abbastanza scontata

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