Recensione: Signora dei filtri, di P. Poli

 

Qualche settimana fa avevo letto il libro di Patrizia Poli, Signora dei filtri. Quando le ho detto cosa ne pensavo, ho cominciato il mio messaggi con “Senza farne una recensione…” salvo poi trovarmi a scrivere qualcosa di sufficientemente lungo da essere, a tutti gli effetti, una recensione. A quel punto abbiamo deciso di pubblicarla, perché era quasi fatta. Una sistemata qua e là, giusto perché la grammatica non è un’opinione, et voilà.

signora dei filtri

Signora dei filtri è la rivisitazione del mito degli Argonauti. Dico rivisitazione perché Patrizia Poli fa una cosa a mio parere giustissima: lo umanizza. Il mito classico presenta un mondo fatto di divinità ed eroi in cui non c’è posto per l’essere mortale. Le Argonautiche, così come l’Iliade, l’Odissea, non fanno eccezione a questa regole, e tutto il pantheon gioca un ruolo particolare nell’evolversi delle disavventure dei protagonisti. L’autrice elimina questi elementi con abilità, trasformando il tutore di Giasone, il centauro Chirone, in un uomo deforme e sfigurato, o convertendo il viaggio di Orfeo nell’Ade in cerca dell’amata Euridice in un sogno. Con questi semplici passaggi l’autrice elimina le componenti sovrannaturali e riporta al centro della scena gli uomini e le donne di questa storia.

Il resto lo trovate qui.

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