Recensione: Terra Ignota – Le Figlie del Rito

Ailis, Figlia della Terra. Brigid, Figlia dell’Aria. Lorlei, Figlia dell’Acqua. Morigan, Figlia del Fuoco. Concepite dall’Imperatrice e dai Quattro Re sotto l’egida della Coppa e della Spada, date alla luce dalle schiave di palazzo, poco dopo la nascita sono state rapite da quattro traditori per sottrarle alla corruzione del Cerchio d’Acciaio, lo stesso che anni dopo avrebbe portato guerra e distruzione in tutte le Terre Occidentali.

Ora le Figlie del Rito, cresciute ai margini dell’Impero ignorando la propria ascendenza divina, sono pronte ad appropriarsi dell’immenso potere che spetta loro di diritto. Ma in questo regno generato dal Sogno dell’Imperatrice c’è una forza oscura e altrettanto dirompente: la volontà e l’ambizione di Vevisa, sorella di latte e miglior amica di Ailis, trascinata alla Capitale al suo posto per uno scambio di persona.

Tra queste cinque paladine una soltanto riuscirà a diventare la nuova Imperatrice, per effondere un altro straordinario Sogno e con esso concepire un nuovo mondo. Ancora Ignoto.

Commento:
In questo secondo episodio, pubblicato a un anno di distanza da Terra Ignota – Il risveglio, conosciamo il destino di Vevisa, rapita dal Villaggio Alto per uno scambio di persona e caduta nelle mani dell’orribile HH. Nella scena della prigionia e successiva fuga di Ailis, presente nel volume precedente, avevamo avuto una piccola anticipazione di questo seguito: una ragazza che aveva già attraversato molti cambiamenti e lontanissima dall’essere l’amica del cuore di Ailis quando erano ancora al villaggio. Vevisa vuole vivere ed è disposta fare qualsiasi cosa per riuscirci, incluso sopportare le attenzioni carnali del Gran Maestro dei Cavalier d’Acciaio, attenzioni che hanno l’unico risultato di acuire l’odio e la determinazione della ragazza, decisa a scavarsi un ruolo all’interno del sistema e guadagnare potere. Vevisa è una ragazza intelligente e curiosa, i libri erano la sua passione prima che la sua vita venisse sconvolta, e, per quanto prigioniera, la biblioteca è una delle zone a cui ha libero accesso. Sfruttando l’incostanza negli studi di Morigan, riesce a mettere la figlia del rito in cattiva luce e, grazie anche all’attrazione morbosa di HH nei suoi confronti, riesce a diventare sua allieva e apprende la magia. La protezione di HH e il legame con la Coppa, di cui è stata inconsapevole custode per lunghi anni, le forniscono libertà sufficiente per indagare sul rito avvenuto oltre quindici anni prima e portare alla luce una verità sfuggita a tutti i cavalieri presenti durante la cerimonia. Sarà questa nuova conoscenza a permetterle di avviare una rapidissima scalata al potere.

Intanto, dopo la morte di Åydric Reinhare, l’Ordine, sotto la guida di HH, ha completato la conquista delle Cinquantaquattro Città e ora rivolge la sua attenzione ai territori oltre di queste. Ma le mire espansionistiche hanno permesso il formarsi dell’Alleanza Ribelle, una sacca di resistenza che si oppone al potere del Cerchio d’Acciaio, guidata dalla temibile Strega dell’Ovest. Sarà proprio su ordine della Strega che Ignatio di Magnaia viene incaricato di trovare il Nibbio, un famosissimo capo mercenario la cui fama era cresciuta in quegli anni, fare in modo che si unisca all’Alleanza e, come primo incarico, convincerlo a recarsi al bosco di Broceliande per proporre alla Signora dei Lupi di unirsi a sua volta alla resistenza.

Vevisa è, di fatto, la protagonista di questo romanzo, se non altro perché i capitoli a lei dedicati occupano una buona metà delle pagine, mentre Ailis e le altre Figlie del Rito si dividono il resto. Altro elemento che ha un ruolo molto più importante è la magia. Nel primo le ragazze, e il lettore con loro, dovevano affrontare un periodo di addestramento; qui l’addestramento è finito e si combatte per il destino del mondo. Spazio quindi a incantesimi potenti, combattimenti magici e ai Quattro Re: alla fine del primo libro abbiamo conosciuto lo Jormungand, legato all’acqua, all’inizio di questo secondo incontriamo il Drago, legato al fuoco, e più avanti faremo la conoscenza dello Shahrukh (aria) e del Cromruac (terra). Questa serie di elementi sposta il romanzo nel territorio del puro high fantasy, al contrario di Terra Ignota – Il risveglio in cui la magia era meno evidente. Allo stesso modo la lingua è diversa, più anticata e, specialmente nelle pagine di Vevisa, ricca di titoli e formalismi. Non per questo il romanzo ne risulta appesantito, la lettura è facile e scorrevole come nel primo.

È importante sottolineare un ultimo particolare: la storia di Vevisa e delle Figlie del Rito si conclude con questo volume. Ho parlato spesso di cliché e di come sia importante saperli trattare per ottenere un prodotto godibile, e l’autore con questo lavoro va a rompere uno delle strutture più scontate del fantastico, la trilogia. Non è necessariamente la prima volta che ciò accade, ma questa scelta presenta alcuni vantaggi, su tutti il raggiungimento di una conclusione rapida degli eventi, senza dilungarsi in sottotrame non sempre brillanti.

Conclusioni:
Avevo apprezzato il primo Terra Ignota, per tanti motivi. Avevo detto che forse non era al livello di alcuni romanzi anglosassoni ma non per questo meno godibile. Questo seguito batte parecchi di quei romanzi anglosassoni, per tutto quanto detto sopra e per molti altri motivi ancora. Leggibile, leggero, divertente, fiabesco ma allo stesso tempo più adulto, ricco di citazioni e riferimenti, sia alti sia bassi, ma più di ogni altro aspetto, ho ritrovato la magia, in grandi quantità e usata da personaggi che non chiedono di meglio che scatenarla. E in un periodo in cui il fantastico, sia esso popolare o letterario, tende a ridurre gli effetti speciali, la lettura di un high fantasy così ricco di incantesimi è rinfrescante, capace di riportare alle origini del genere e modernizzando allo stesso tempo, grazie a una mescolanza fonti classiche e moderne. Ricorda Robert Jordan, ma con una dozzina di volumi in meno e lo stile tutto italiano di Vanni Santoni. E già questo dovrebbe essere un motivo sufficiente per leggerlo.

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  1. #TerraIgnota2 su Portal of Dreams (+ segnalazione) | sarmizegetusa - 27/10/2014

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