Sulle rive del fiume Lex di N. K. Jemisin

Quello che segue è un estratto di Sulle rive del fiume Lex, racconto scritto da N. K. Jemisin e pubblicato su Clarkesworld Magazine. La scrittrice stessa, durante un’intervista che troverete nelle prossime settimane su queste pagine, mi ha permesso di tradurne la prima parte. La storia è ambienta in una New York del futuro in cui l’umanità è estinta, e Morte cammina per le strade insieme ad altri esponenti della sua specie, lottando per sopravvivere. Se non conoscete la Grande Mela, armatevi di cartina perché questo è un giro turistico molto speciale.

Sulle rive del fiume Lex

di N. K. Jemsin

Traduzione di Sergio Vivaldi

Morte giaceva distesa sotto la torre idrica su un tetto incurvato, guardando il lento condensarsi dell’acqua lungo la pancia metallica della torre. Di tanto in tanto, una perla d’acqua diventava carica abbastanza da liberare una goccia che cadeva vicino – e talvolta sopra – la sua fronte. Aveva contato oltre settecento bersagli negli ultimi giorni.

Sonno apparve e si accovacciò accanto a Morte con uno sguardo speranzoso. “Sembri annoiato. Posso presumere che ti interessi un po’ di oblio?”

“No, grazie,” disse Morte. Aveva sempre cura di essere molto educato, per contrastare la sua reputazione. Attese fino alla caduta di un’altra goccia – bersaglio mancato, ahimè – e si voltò per osservare Sonno. “Tu stessa sembri un po’ distante.”

Nel momento del rifiuto, Sonno aveva sospirato e si era seduta accanto a lui. “Pensavo che sarebbe stato tutto a posto,” disse lei. “Dovrebbe essere tutto a posto. Gli animali dormono, persino le piante, a modo loro. Ma non è lo stesso.”

Morte si protese per toccarle la mano. Era la sua offerta silenziosa.

“No, grazie,” disse lei, ma prese comunque la mano che lui le offriva. Ne era lieto. Evitavano tutti di toccarlo, se potevano. Da quel gesto, lui capì: non ancora.

Si mise a sedere. Il sole si era appena alzato sopra la città. Nuvole come fili di perle cingevano il cielo. Uno stormo di piccoli uccelli – Morte pensava fossero colibrì, che tornavano dal sud – passò attraverso il buco arrugginito del MetLife Building.

“Cos’è quello?” chiese Sonno.

Morte seguì il dito e vide un gruppo di fiori. Il tetto sul quale era disteso era coperto d’erba, e un Ailanto particolarmente testardo cresceva tra il limo e la polvere raccolti in un angolo. Si vedevano molti fiori tra i ciuffi, per questo a Morte piaceva così tanto questo tetto. Il suo collasso sarà un grande dispiacere.

“Solo una margherita,” rispose.

“No, oltre quella.”

Si alzarono e camminarono intorno ai buchi del tetto per guardare meglio. Oltre la margherita, cercando una strada tra l’erba all’ombra del muro si vedeva un fiore che Morte non aveva mai visto. La sua forma era simile a quella di un croco, ma le sue radici erano poco profonde, come tutta la vegetazione che cresceva sui tetti. Non si vedeva un bulbo. E i suoi petali erano di un seducente nero opaco.

“Questo è diverso,” disse Sonno.

Morte si piegò per esaminare il fiore, poi ne accarezzò un petalo vellutato. Non semplicemente diverso. Nuovo.

Qualcosa solleticò la sua guancia. Mosse la mano per scacciare via l’intruso e trovò le sue dita umide. Con uno sguardo alla torre idrica, si domandò come potesse aver perso il conto.

#

A Morte piaceva camminare sui ponti. Per questa ragione aveva deciso di sistemarsi relativamente lontano dal centro città. La sua casa si trovata in un grosso edificio con mattoni di sgradevole pietra grigia che un tempo era stato una fabbrica, poi era stato colonizzato da artisti e poi da giovani professionisti ossessionati dalla moda. Adesso era governato dai gatti. Morte ne oltrepassò una dozzina mentre scendeva le scale, inclusa una madre che trasportava rapidamente un topo, seguita da due adolescenti dall’aspetto esile. Come sempre, ignorarono la sua presenza, allontanandosi furtivamente da lui mentre passava. Nelle rare occasioni in cui uno di loro si degnava di guardarlo, lui annuiva in segno di saluto. Ogni tanto annuivano in risposta.

Aveva provato, una volta, ad attirare un gattino a vivere con lui. Sapeva essere qualcosa che gli umani avevano fatto. Ma continuava a dimenticarsi di portargli il cibo, e poiché lui non dormiva, il gattino non poteva raggomitolarsi contro di lui durante la notte. Dopo alcuni giorni il gattino lo aveva abbandonato irritato. Vedeva ancora i suoi discendenti intorno all’edificio, e provava costante rimorso.

Il Ponte di Williamsburg non aveva ancora cominciato a piegarsi e afflosciarsi come i ponti di Manhattan o Brooklyn. Morte sospettava che ci fossero delle ragioni logiche per questo – forse il Ponte di Williamsburg era stato rinnovato più recentemente, o costruito in maniera più solida. Ma nel suo cuore, Morte credeva che era lui ad aiutare a mantenere il ponte intatto. Camminando da una parte all’altra, dava al ponte uno scopo. Per tutte le cose create dall’uomo, lo scopo era il fondamento dell’esistenza.

Quindi Morte camminava fino in città tutti i giorni.

#

Al suo arrivo in città, scoprì una grande agitazione.

“I gemelli hanno aperto uno Starbucks in Union Square!” disse uno sconosciuto quando Morte scese dal ponte a Delancey. Annuì educatamente in risposta, ma non era affatto sicuro di cosa fosse uno Starbucks o perché i gemelli se ne preoccupassero così tanto.

Eppure tutti sembravano così entusiasti dello Starbucks che Morte passeggiò verso i quartieri alti, incuriosito. La maggior parte delle strade era vuota, se si escludono i gatti e i coyote. I coyote non erano così spavaldi come i gatti, di solito tentavano di tenersi lontano. All’incrocio tra la 14esima strada e Avenue A, Morte trovò il Re Dragone dell’Oceano Occidentale che suonava la cornamusa. Sedeva sulla radice nodosa di una giovane quercia che stava lentamente schiacciando un vecchio, esile ciliegio e contemporaneamente distruggendo il marciapiede.

Costeggiando il cratere che si stava formando, Morte si sedette e ascoltò la musica fino a quando il Re Dragone non ebbe finito.

“Grazie,” disse il Re Dragone. “Fa piacere avere ascoltatori.”

“Sei molto bravo,” disse Morte.

“Ho sempre voluto imparare a suonare quest’affare. È così dannatamente brutto che devi amarlo. Ho cercato dappertutto sulla terraferma, persino a Hong Kong, e non riuscivo a trovarne uno. Sono dovuto arrivare fin qui. Evviva la Diaspora Cinese.” Il Re Dragone sistemò con cura la cornamusa. “Stai andando da Starbucks?”

“Ci stavo pensando, sì. E tu?”

“Certo che no. Odio il caffè. La gente me lo dava in offerta tutte le volte – una cosa disgustosa e nauseabonda. Al contrario, una ciambella Kryspy Kreme1? L’ho mangiata una volta, pensavo che sarei morto di piacere.” Si lasciò andare a un sospiro malinconico.

“Non ho mai provato il caffè.” Le persone, in un tempo precedente, avevano fatto offerte molto diverse a Morte.

“Probabilmente non riuscirai a provarlo neanche oggi. Mawu è riuscito a trovare soltanto alcuni mattoncini di quello liofilizzato; scommetto che finiranno entro mezzogiorno.”

“Oh.” Morte si sentì leggermente contrariato.

“Andiamo lo stesso. Mi sto annoiando.”

Camminarono fino a Union Square, dove gli scalini sul lato sud erano pieni di devoti come al solito. Non persone, per quanto la maggior parte di loro ne avesse adottato l’aspetto come omaggio. Solo altri della loro specie che avevano la forza e la volontà di assistere chi aveva bisogno. Ma questa volta, la coda intorno alla piazza, che partiva dallo Starbucks e finiva alla banca semidistrutta all’altro angolo, era grande abbastanza da sfidare la folla sugli scalini.

Il Re Dragone diede una pacca sulla spalla a Morte. “Vedi cosa intendevo? Se vuoi assaggiare il caffè, buona fortuna.”

“Se qualcosa è nuovo, vale la pena provarlo,” disse Morte con una scrollata di spalla.

Il Re Dragone sospirò. “So che non ne hai bisogno, amico, ma dovresti davvero provare un servizio.” Annuì verso la piazza. “Molto meglio di un caffè.”

“Altri ne hanno più bisogno di me.” Cadde un silenzio imbarazzato mentre una piccola creatura, simile a un trovatello, si trascinò oltre loro due. Era difficile dire se questo fosse uomo o donna o uno degli androgini, perché i suoi vestiti erano stracciati e la sua faccia troppo infossata per capirlo. Il suo sguardo era fissato sulla piazza. Sotto lo sguardo di Morte e del Re Dragone, la creatura attraversò la strada e i fedeli aprirono immediatamente le loro fila per ammettere il nuovo arrivato.

“Diamine,” disse il Re Dragone. “Credo che quello fosse uno dei Bodhisattvas2. Li conoscevo tutti quei ragazzi. Ragazze. Loro.”

Morte annuì solennemente. Li aveva conosciuti pure lui.

Il Re Dragone gli lanciò un’occhiata, con aria colpevole.

“Senti, so di non averne bisogno. Gli oceani sono ancora qui, la pioggia continua a cadere. Ma non è la stessa cosa, sai?”

“Questo lo so,” disse Morte, preso alla sprovvista. “Non devi giustificarti con me.”

“Certo che no!” Il Re Dragone lo guardò minaccioso per un attimo; le nubi si addensarono e si udì il rimbombo di un tuono in lontananza. Ma con la stessa rapidità con cui si era manifestata, la rabbia del Re Dragone sembrò sparire, e sospirò. “Beh… non importa. Grazie per aver ascoltato la musica.”

Il Re Dragone poi attraversò la strada per unirsi alla folla sugli scalini. Morte lo guardò per un momento, riflettendo. All’inizio aiuterebbero quelli che ne hanno più bisogno, ma oltre a quelli aiutavano tutti, offrendo adorazione in qualsiasi forma – sangue, preghiere, sesso – per periodi di un ora. Se non fosse per loro e altri gruppi simili, molti avrebbero rinunciato, o sarebbero già spariti.

Sarebbero disposti a morire per lui, se mai lo chiedesse? Morte se lo domandò svogliatamente.

Poi si girò e si mise in coda per lo Starbucks. Finirono il caffè quando ne aveva percorsa solo metà.

 

La storia completa in lingua originale la trovate qui.

 

Note:

1 – Kryspy Kreme Doughnuts è una famosa azienda dolciaria americana specializzata nella produzione di ciambelle, i suoi prodotti venduti in tutti i maggiori negozi di alimentari degli Stati Uniti.

2 – Bodhisattva è un termine legato al buddhismo e indica una persona che sta percorrendo la strada per raggiungere l’illuminazione, ovvero un buddha. I bodhisattvas di questa storia sono esclusivamente coloro che hanno avuto successo nel loro percorso spirituale.

I comment sono chiusi.

Designed by arosedesign